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Dal dottore - A2-3.2 (1 dialogo con tu)

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  Dopo due ore d'attesa il medico del pronto soccorso visita Zakir medico: Dove hai dolore? Zakir: Mi fa male qui, dove c'è il cuore, e anche il braccio. m.: Hai mai avuto problemi al cuore? Z.:  No è la prima volta. m.:  Ora chiudi la mano e stringi il pugno, senti dolore? Z.:  Un po'. m.:  Adesso tira su la maglietta e respira forte. Z.:  Ahhh ahhhh... m.:  Ora da' un colpo di tosse. Z.:  Cough cough! m.:  Ti fa male quando tossisci? Z.:  Sì, mi fa più male. Ora non respirare ... Mmmm... infermiere, misuriamo la pressione! Z.:  Tutto a posto dottore? m.: La pressione è un po' alta, ma non è preoccupante. Adesso aspetta qui, ti misuriamo la temperatura e poi facciamo un elettrocardiogramma così stiamo più tranquilli. Z.:  Ok grazie dottore. Ascolta l'audio (dal libro Facile Facile A2 adottato dalla classe) Nel testo qui sopra si usa la forma con il Lei di rispetto (formale) 💬vai alla pagina dei numeri di emergenza 🏥 vai alla...

La giornata di ieri di Fatima - A2 (testo)

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Ieri mattina mi sono svegliata presto, alle sei (6:00) . Poi mi sono alzata , mi sono lavata , mi sono vestita e alle sette e mezza (7:30) ho fatto colazione . Alle otto e mezza (8:30) ho accompagnato i bambini a scuola. Alle nove (9:00) sono tornata e ho pulito la casa. Poi sono andata al supermercato a fare la spesa. Verso mezzogiorno ho preparato da mangiare e, quando i bambini sono tornati , abbiamo pranzato tutti insieme. Il pomeriggio mi sono riposata un po', poi ho lavato i piatti e i bambini hanno fatto i compiti. Il tempo era bello, e siamo andati a fare una passeggiata al parco. La sera abbiamo cenato alle sette e mezza (19:30) . Alle nove e mezza (21:30) i bambini sono andati a dormire. Io ho studiato un po' italiano e dopo ho guardato la televisione. Sono andata a letto tardi, verso mezzanotte.

giorni di festa - A2.6.1 - dialogo

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L'insegnante (m) chiede agli studenti cosa faranno per i giorni di festa. Gli studenti rispondono . m.:  Che cosa  farete  in queste feste? Chen:  Io non  farò  niente di particolare, anzi  lavorerò  più del solito. Il ristorante  sarà  aperto tutti i giorni, non  avrò  neanche un giorno libero. Ivanna:  Io finalmente  tornerò  al mio paese,  rivedrò  mia madre, i parenti e gli amici. Sono tre anni che non li vedo. m.:  Come  andrai  in Moldavia? Ivanna:  Andrò  in pullman, ho già comprato il biglietto. Il viaggio  sarà  un po’ lungo, ma è il modo più economico per tornare a casa. Fernanda:  Io  visiterò  Roma con il mio fidanzato: è da tanto che ci volevo andare.  Staremo  a casa di amici per una settimana. Non vedo l'ora!  Alì:  Rimarrò  a casa:  verranno  i miei cugini dalla Francia,  avremo  tante co...

Matteo - A2.4.4 - testo

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Mi chiamo Matteo sono un bambino di 9 anni. Vi voglio raccontare la mia settimana. Da lunedì a venerdì vado a scuola tutti i giorni, dalle 08:30 alle 16:30: sono in una scuola a tempo pieno. Faccio la classe quarta e sono abbastanza bravo, così dicono le mie maestre. Tutti i martedì e giovedì mia mamma viene a prendermi a scuola e mi porta al campo a giocare a calcio. Mi piace molto giocare a pallone. La mia squadra non è molto forte, ma ci sono molti amici e ci divertiamo. Il mercoledì mia madre mi porta in piscina con la mia sorellina, che ha solo sei anni. La piscina non è grande, ma ci sono pochi bambini e si sta bene. Mia sorella sta nell'acqua bassa, io vado sempre nell'acqua alta! Il venerdì c'è pianoforte. Io non voglio suonare il pianoforte, ma la maestra abita al piano di sopra, è un'amica della mamma e mi dà lezioni gratuite. La mamma dice che non posso fare solo quello che voglio io. Il sabato e la domenica frequento gli scout: un gruppo di bambini che gioca...

L'Argentina - A2.5.2 - testo

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Mi chiamo Carlos e sono nato in Argentina nel 1976  (mille-novecento-settanta-sei)     proprio nell'anno del colpo di Stato  che ha dato inizio alla dittatura . È stato un periodo terribile. In quegli anni i militari prendevano tutte le persone che si opponevano al governo, le torturavano e poi le uccidevano nel modo più atroce. Molti sparivano e nessuno sapeva se erano vivi o morti: tanti venivano gettati in mare o seppelliti in posti segreti. Il dittatore si chiamava Videla, era un generale e la sua dittatura è durata per ben 5 anni. Dopo la dittatura ci sono state libere elezioni ed è tornata la democrazia, ma con ferite profonde. Nel 2001, però, c'è stato u n grosso crac economico che ha portato l'Argentina in piena crisi. È iniziato un periodo nero: i negozi chiudevano , le banche non avevano più soldi… Io ero appena laureato, ma il lavoro non si trovava , così ho deciso di venire in Italia. Piano piano il mio Paese si è ripreso , anche se la situaz...

Cambiamenti - A2.5.1 - testo

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Sumith : In Sri Lanka abitavo a Chilaw, nella regione di Nord-ovest, nella provincia di Puttalam. Stavo con la mia famiglia vicino al mare. Il clima era buono, non faceva mai freddo , stavo tutto il giorno con maglietta, pantaloni corti e ciabatte. Non avevo un lavoro, ma aiutavo mio zio pescatore quando aveva bisogno. Adesso abito a Morciano, un comune in provincia di Rimini, in Emilia Romagna. Lavoro in una fabbrica di biciclette e ho comprato tanti vestiti più pesanti. Maria : In Romania abitavo a Bacau, lì ho studiato , poi ho lavorato come parrucchiera. La mattina mi alzavo alle sei, la sera ero stanca e andavo a letto presto. La domenica riposavo , stavo con la famiglia, andavo in chiesa. Ma il lavoro andava male, allora ho lasciato tutto e sono venuta in Italia. Adesso faccio la badante, mi alzo alle 07.30 e vado a letto tardi. La domenica lavoro. Quando sono libera vado con le amiche al parco o al bar a bere un caffè. Konate : In Mali abitavo vicino a Bamako, con mia madre...

I miei giochi. - A2-4.3 - dialogo

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  Alina chiede a Leo  Tu che giochi facevi da bambino? Tanti... ma il mio preferito era "nascondino", lo conosci? Certo, tutti lo conoscono! Uno conta mentre gli altri si nascondono e poi li deve trovare. Sì, proprio quello! Poi giocavo a calcio, con i soldatini, con le macchinine... E tu a cosa giocavi? Giocavo a pallavolo, con la corda... e soprattutto con le bambole: le vestivo, le pettinavo... erano le mie bambine. Certo, i soliti giochi da femmina! E che cartoni animati guardavi in TV? Io e le mie amiche guardavamo Candy Candy tutti i giorni.  Ah! Io la odiavo: piangeva sempre, era insopportabile! E tu che cartoni guardavi? Guardavo Tom e Jerry, Goldrake, Capitan Harlock... Certo, i soliti cartoni da maschi! Però Tom e Jerry li guardavo anch'io e mi piacevano un sacco. 💬 Ascolta l'audio (dal libro Facile Facile A2 adottato dalla classe) 🔗vai alla scheda sui  verbi all'imperfetto 🔗vai alla scheda sui pronomi Lo, La, Li, Le

La mia maestra - A2-4.2 - testo

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A sei anni ho iniziato la scuola primaria . Avevo una maestra che si chiamava Maria. Era una donna alta e robusta , con i capelli rossi , ricci ,   non molto lunghi . Aveva gli occhi verdi e un grande naso. Portava gli occhiali, ma non sempre: li metteva e li toglieva di continuo. Non era giovane , ma non era vecchia . Aveva il viso pieno di lentiggini e all'inizio pensavo che aveva una brutta malattia, poi ho capito che non era malata . Non sorrideva spesso, era un po' severa , ma anche brava e gentile . Aveva molta pazienza, però quando si arrabbiava faceva paura: diventava tutta rossa , batteva il pugno sulla cattedra e ci mandava fuori della porta, o dava un sacco di compiti di punizione. Per fortuna con me non si arrabbiava quasi mai. Ascolta l'audio  (dal libro Facile Facile A2 adottato dalla classe) 🔗 vai all'esercizio sulla descrizione delle persone 🔗vai alla scheda sui verbi all'imperfetto 🔗 vai alla scheda sugli aggettivi 🔗vai al testo successivo: ...

Sono nato io! - A2-4.1 (testo)

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Era una fredda mattina invernale, le case erano coperte di neve e le strade erano quasi deserte… Una macchina correva verso l'ospedale, mio padre guidava come un pazzo e suonava il clacson mentre mia madre gridava : “Fa’ presto, non ce la faccio più!”. Quella mattina sono nato io!  Pesavo 3 chili, avevo un ciuffo di capelli neri e non smettevo di piangere. Mi hanno chiamato David come il protagonista di una serie televisiva che piaceva tanto a mia mamma. La mia infanzia è stata molto bella: ero un bambino tranquillo, giocavo con tutti e sorridevo sempre. Andavo all'asilo tutti i giorni: all'inizio non mi piaceva e piangevo molto, poi ho conosciuto nuovi amici e con loro ho iniziato a stare bene, tanto che non volevo mai tornare a casa. 📣 ascolta l'audio (dal libro Facile Facile A2 adottato dalla classe) 🔗Vai alla scheda dei verbi all'imperfetto 🔗Vai al testo successivo: "La mia maestra" 📋vai al test di comprensione

Zakir - A2-3.1 (testo)

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Ieri sera, dopo cena, mi sono steso sul divano davanti alla tv. All'improvviso ho sentito una fitta al petto. Mi sono alzato : la testa ha iniziato a girare e ho sentito un forte dolore al braccio sinistro fino alle dita. Mi sono preoccupato e ho chiamato il mio medico, ma non ha risposto. Allora ho chiamato la guardia medica: una dottoressa mi ha consigliato di andare subito al Pronto Soccorso. Mi sono spaventato molto! Appena arrivato all'ospedale ho parlato con l'infermiere, mi ha chiesto la tessera sanitaria e mi ha registrato. Mi ha dato il “codice bianco”, quello per i casi meno gravi e mi ha detto di aspettare in sala d'attesa. Quando ho visto tanta gente in fila, mi sono innervosito , ma… non potevo fare altro! (dal libro Facile Facile B1 adottato dalla scuola)   Nel testo si trovano molti verbi riflessivi. 🔗 vai alla scheda dei verbi riflessivi 🔗vai al testo 👉"dal dottore" 🚑 vai al sito del 118 dell'aulss 1   🚑 vai alla pagina sul PS 🚑🚒...

Dal dottore - A2-3.2 (2 dialogo con Lei)

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Dopo due ore d'attesa il medico del pronto soccorso visita Zakir medico: Dove ha dolore? Zakir: Mi fa male qui, dove c'è il cuore, e anche il braccio. m.:  Ha mai avuto problemi di cuore? Z.:  No è la prima volta. m.:  Ora chiuda la mano e stringa il pugno, sente dolore? Z.:  Un po'. m.:  Adesso tiri su la maglietta e respiri forte. Z.:  Ahhh ahhhh... Ora dia un colpo di tosse. Z.:  Cough cough! m.:  Le fa male quando tossisce? Z.:  Sì, mi fa più male. m.:  Ora non respiri ... Mmmm... infermiere, misuriamo la pressione! Z.:  Tutto a posto dottore? m.:  La pressione è un po' alta, ma non è preoccupante. Adesso aspetti qui, Le misuriamo la temperatura e poi facciamo un elettrocardiogramma così stiamo più tranquilli. Z.:  Ok grazie dottore. Ascolta l'audio (dal libro Facile Facile A2 adottato dalla classe) Nel testo qui sopra si usa la forma con il Lei di rispetto (formale) 💬vai alla pagina dei numeri di emergenza 🏥 vai al...

La busta paga di Rachida - A2.02.3 (dialogo)

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Rachida ha preso la prima busta paga e parla con una sua collega Rachida : Non capisco: qui c'è scritto che il mio stipendio è di 1.000 euro, ma io ho preso 700 euro! Maria:  È normale... con una parte del tuo stipendio il datore di lavoro paga i contributi per te. E a chi dà questi contributi? Una parte all' INPS , l a previdenza sociale ...  E perché deve dare una parte dei miei soldi all'INPS? Per quando stai male, così puoi stare a casa e sei pagata... e per la pensione , così quando sei anziana prendi la pensione. Mmm! E poi a chi dà gli altri contributi? All' INAIL , per gli infortuni sul lavoro . E l'INAIL cosa fa per me? È un'assicurazione, se ti fai male, se hai un infortunio sul lavoro, l'INAIL paga le spese. E dobbiamo pagare anche qualcun altro? Sì, c i sono le tasse che vanno allo Stato per i servizi per tutti: ospedali, strade, scuole... E chi lavora senza contratto non paga? Se lavori senza contratto non fai il tuo dovere e non ti danno nie...

La storia di Abubakar - A2-1.2 (testo)

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Sono nato a Bakau, in Gambia, vicino a Banjul, il 30 ottobre del 1995. In questa città sono cresciuto e ho studiato.  Ho fatto la scuola primaria da sei a dodici anni, poi la scuola di base per altri tre anni. A quindici anni ho dovuto smettere di studiare perché mio padre si è ammalato e ha perso il lavoro.  Allora con mia madre e la mia sorellina ci siamo trasferiti in Senegal, ma io ho deciso di andare con un amico in Libia, per trovare una sistemazione migliore e poter aiutare di più la mia famiglia. In Libia io e il mio amico abbiamo lavorato alcuni mesi in un'azienda agricola,... poi però è scoppiata la guerra! I militari hanno arrestato tutti gli stranieri come me e io sono stato in un campo per nove mesi.  Il mio datore di lavoro mi ha aiutato a uscire dal campo e mi ha pagato il viaggio per l'Europa. Una notte io sono partito e dopo tre giorni sono arrivato a Lampedusa, in Italia.  In Italia ho trovato lavoro come magazziniere in un grande s...

Il colloquio di lavoro di Rachida - A2.02.2 (dialogo)

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Rachida incontra Arturo per un colloquio di lavoro .  Arturo: Allora Rachida hai già lavorato in un ristorante? Rachida: No, ma l'anno scorso ho fatto la stagione estiva in un bar a Rimini. Cosa hai imparato in questo bar? Cosa sai fare? Un po’ di tutto… caffè, drink, spremute, gelati, servizio ai tavoli, cassa… Hai studiato? Che studi hai fatto? Nel mio paese mi sono diplomata a 18 anni. Mi sono iscritta all'università, ma poi mi sono trasferita in Italia. Qui ho fatto alcuni corsi di italiano. Sento che parli bene quanti anni hai? Ho 24 anni, tra poco 25. Sei sposata, hai figli? Mi sono sposata un anno fa, non ho figli. Senti, facciamo così: puoi fare una settimana di prova e se tutto va bene ti prendo. In regola, con contratto? Visto che hai meno di 29 anni facciamo un contratto come apprendista, sei ore al giorno e un giorno di riposo settimanale. Ma prima facciamo la prova e poi vediamo le altre cose. Va bene, quando posso iniziare? Anche domani mattina… puoi venire...

La mattina di Rachida A2-02.1 (testo)

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Mi sono anche truccata un po', non troppo.   Rachida si prepara per un colloquio di lavoro.   Questa mattina mi sono svegliata presto, mi sono fatta una bella doccia e ho bevuto una grande tazza di caffè. Poi mi sono vestita con cura: un abito semplice ma elegante, per fare bella figura. Mi sono lavata i denti e mi sono pettinata . Mi sono anche truccata un po', non troppo.  Ho messo nella borsa i documenti e il curriculum, i fazzolettini e il telefono.  Prima di uscire mi sono fermata davanti allo specchio, mi sono guardata negli occhi e mi sono detta : "Speriamo bene!"  Non ho preso l'autobus, ho preferito camminare. Ho attraversato il centro e sono andata verso il mare. In perfetto orario sono arrivata davanti al ristorante: ho fatto un bel respiro e sono entrata per il mio colloquio di lavoro con il signor Arturo, il proprietario. (Testo tratto dal libro Facile Facile A2 adottato dalla classe)   🔗 vai ai verbi riflessivi 🔗 vai a "Il co...