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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

La famiglia di Olga

Io e la mia famiglia siamo ucraini. I miei genitori e mio fratello sono nati a Kiev, io e mia sorella siamo nate a Borodianka, perché mio padre ha trovato lavoro come muratore in questa città. Mia madre non ha studiato, si è sempre occupata della sua famiglia, dedicandosi a tempo pieno a suo marito, ai suoi figli e ai lavori di casa.  Mio fratello è il più grande e ha sempre aiutato la nostra famiglia nei momenti di difficoltà; per me e mia sorella è stato un secondo padre.  Con mia sorella Natasha vado molto d'accordo, abbiamo passato tutta la nostra infanzia insieme perché tra noi c'è solo un anno di differenza. Per un po’ ci siamo perse di vista ma, con la nascita dei suoi figli, i miei meravigliosi nipotini Andrei e Irina, ci siamo riavvicinate molto. I miei familiari sono tutti in Ucraina e, adesso che sono qua in Italia, mi manca molto il loro affetto.

Ti ricordi di Bart?

 Cara Clair, da quando ti sei trasferita a Lecce, sento immensamente la tua mancanza. Appena riesco a prendere un po’ di ferie, prometto che ti vengo a trovare, così possiamo chiacchierare di persona! In questo periodo ho alcuni problemi al lavoro con un mio collega, Bart, te lo ricordi? È alto, ha gli occhi verdi, i capelli mossi e brizzolati. È sempre stato gentile e premuroso nei miei confronti, tanto che il suo comportamento mi lusingava molto, ma ultimamente è completamente cambiato. È diventato competitivo in modo esagerato, cerca sempre di mettersi in mostra, anche a discapito degli altri. Fa commenti sarcastici o sminuisce il mio lavoro, e questo mi mette a disagio. La cosa peggiore è che, quando gli chiedo collaborazione, adesso mi risponde sempre in modo sbrigativo o addirittura scortese...un incubo! Il clima in ufficio sta diventando davvero pesante e io non so davvero che cosa fare. Mi sento spesso frustrata perché non riesco a capire questo cambio di comportamento repe...

Che programmi hai?

Clair: Ciao Reza, che _________________________________ hai per il fine settimana? Io vorrei andare alla sagra della tortuccia a Castel Giorgio: ci saranno stand dappertutto, musica e cibo______________________________. Reza:  Ciao Clair! E che cos’è una sagra? E tor...? Non ho capito, non ho mai sentito queste parole. Comunque, io vorrei andare a visitare il museo della ______________________________ a Deruta, che ne dici? C.:  Preferirei andare alla sagra, al museo possiamo andarci un’altra volta, mica chiude, no? Comunque, una sagra è una festa _________________________ dedicata alla degustazione di cibi particolari. E la “tortuccia” è una frittella di pasta di pane preparata in diverse varianti: dolce, salata e farcita. Hai capito adesso? R.:  Sì, sì, grazie, ora ho capito! Comunque esistono anche altre cose oltre al cibo, lo sai? C.:  Ma dai, il museo possiamo vederlo un’altra volta! La sagra dura solo qualche giorno! È un’occasione unica per assaggiare piatti _...

I vantaggi dei mezzi di trasporto sostenibili.

 I vantaggi dei mezzi di trasporto sostenibili. L’adozione dei mezzi di trasporto sostenibili offre numerosi vantaggi, sia dal punto di vista ambientale sia da quello sociale ed economico.  Innanzitutto, contribuisce alla diminuzione delle emissioni di CO2, principale responsabile del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici.  Utilizzando mezzi meno inquinanti, si aiuta a preservare la qualità dell’aria, migliorando la salute pubblica e riducendo le malattie respiratorie legate all’inquinamento. Dal punto di vista sociale, la promozione della mobilità sostenibile favorisce l’inclusione, rendendo i sistemi di trasporto accessibili a un numero maggiore di persone. Le città che investono in infrastrutture sostenibili, come piste ciclabili sicure e reti di trasporto pubblico efficienti, diventano più vivibili e attrattive. Sul fronte economico, passare a mezzi di trasporto più ecologici può ridurre significativamente i costi legati al consumo di carburante e alla man...

“Da dove viene l’Italiano?”

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Daria, una studentessa di lingua italiana, vorrebbe sapere qualcosa sulla storia della lingua che sta studiando e fa alcune domande al suo insegnante Gabriele. Daria: Professore, oggi in classe ha detto che l’italiano viene dal latino. Ma come è successo esattamente? Gabriele: È una bella domanda. L’italiano nasce dal latino volgare, cioè il latino parlato dalla gente comune nell’Impero romano. D.: Quindi non dal latino dei libri? G.: Esatto! Il latino “classico”, quello degli scrittori, era diverso. Il latino parlato cambiava molto da una regione all’altra. Dopo la caduta dell’Impero romano, queste differenze sono diventate sempre più grandi. D.: E così sono nate le lingue locali? G.: Sì, prima i volgari, che sono state le prime forme di italiano. Le prime frasi scritte in volgare sono l’Indovinello veronese e il Placito capuano. D.: E Dante? Perché è così importante? G.: Perché Dante, insieme a Petrarca e Boccaccio, ha usato il volgare toscano nelle sue opere. Firenze era molto impor...