L'assimilazione culturale

Una lettura politicamente scorretta, ma aderente alla realtà, del fenomeno/processo di acquisizione dell'identità etnica mista.

Si può definire l'assimilazione culturale come il processo tramite il quale un individuo o un gruppo appartenente a una minoranza diminuisce o abbandona gradualmente la propria cultura di origine per adottare i comportamenti, i valori e le tradizioni del gruppo dominante o della società ospitante.

Le Fasi del Processo

L'assimilazione avviene solitamente in modo graduale, spesso nell'arco di più generazioni, e si articola in almeno tre passaggi chiave:

  • Acculturazione: la fase iniziale in cui l'individuo o il gruppo entra in contatto con la nuova cultura e ne apprende gli elementi basilari, come la lingua, gli usi quotidiani e le regole sociali.
  • Diminuzione dell'identità d'origine: l'allontanamento volontario o forzato, parziale o totale, dalle proprie abitudini tradizionali e dalla lingua madre.
  • Identificazione: l'inclusione all'interno della nuova comunità, al punto che l'individuo o il gruppo non viene più percepito, né si autopercepisce come "estraneo", pur mantenendo quasi sempre un'identità distinta ma non separata. 

L'assimilazione: richiede che sia soprattutto l'elemento di minoranza ad adattarsi alla comunità maggioritaria, assimilando la sua cultura dominante e diminuendo le proprie differenze, in particolare quelle non compatibili con la convivenza. Dunque, in un processo di assimilazione i soggetti che intervengono sono sempre due: l'assimilante (la comunità maggioritaria) e l'assimilando (l'individuo o il gruppo minoritario). Entrambi i soggetti possono favorire o ostacolare, subire o ricercare l'assimilazione dell'assimilando. 

L'assimilazione non significa né "uguagliare" né "uniformare": come, infatti, "simile" non significa "uguale" o "uniforme", allo stesso modo, nel processo di assimilazione, il soggetto che si assimila, non diventa "uguale" alla maggioranza, non perde tutte le sue peculiarità distintive, ma diventa "simile", ossia somigliante ai membri della comunità maggioritaria. Resta dunque, pur assimilato, portatore di una distinta e distinguibile identità integrata. 

Il concetto di integrazione intesa come processo bidirezionale in cui l'integrando (singolo o gruppo) preserva la propria identità culturale trovando un equilibrio e un arricchimento reciproco con la società integrante (ospitante) dimostra tutta la sua inconsistenza sul piano della realtà. Di fatto l'integrazione così intesa, impegna prevalentemente la comunità integrante e non il soggetto integrando, e finisce comunque col produrre una mera giustapposizione di culture (multiculturalità) in forzosa coabitazione, disomogeneità, bolle di disagio e sradicamento.

Non tutti gli stranieri che abitano in Francia desiderano diventare francesi, molto vogliono semplicemente "abitare in Francia" malgrado i francesi, risiedere in quel Paese ed usarne i vantaggi finché fa loro comodo, oppure occuparne le terre scacciandone pian piano i cittadini locali. 

L'integrazione non presume l'assunzione di una identità composita ed ampliata, al contrario prevede il crearsi di una schiuma di estraneità reciproche e funzionanti in modo non conflittuale. 

L'assimilazione, al contrario, necessita di una sincera volontà (e talora di uno sforzo) da parte dell'assimilando di voler assumere un'identità accresciuta dei caratteri della cultura e dell'identità della comunità assimilante. 

In questo caso si ha la nascita di quelle non burocratiche identità che spesso definiamo con un nome composto come "italorusso", "italomarocchino", "italobrasiliano"...

L'apprendimento della lingua e della cultura

Nella fase di acculturazione, che può richiedere tempi anche molto lunghi, l'acquisizione/trasmissione  della lingua del gruppo maggioritario ha un ruolo fondamentale. 

Conoscere e praticare la lingua del gruppo ospitante diventa la prima chiave per accedere al cuore della sua cultura e per impadronirsi della nuova identità mista. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Chiedere un’informazione

verbo stare - esercizi

i pronomi e gli aggettivi pronominali